Onice
Ci sono silenzi che fanno paura.
E altri che aiutano a ritrovarsi.
L’Onice appartiene a questi ultimi.
Ha un colore profondo, compatto, senza distrazioni.
Una presenza discreta, che non cerca di imporsi ma rimane stabile, come certe persone che riescono a esserci senza fare rumore.
Dal punto di vista geologico, l’Onice è una varietà di calcedonio, appartenente alla famiglia dei quarzi.
Si forma attraverso depositi minerali stratificati che creano bande e sfumature naturali.
Le varietà più conosciute hanno tonalità nere, bianche o marroni, e i principali giacimenti si trovano in India, Brasile, Uruguay e Madagascar.
Nel mondo antico, l’Onice veniva spesso utilizzato per creare sigilli, amuleti e oggetti rituali.
Greco e Romani lo associavano alla forza interiore e alla capacità di mantenere lucidità nei momenti difficili.
In alcune tradizioni era considerato una pietra legata alla disciplina e alla protezione.
Ancora oggi molte persone lo scelgono nei periodi in cui sentono il bisogno di raccogliersi, mettere ordine nei pensieri o ritrovare stabilità emotiva.
Nelle tradizioni simboliche viene spesso associato alla capacità di restare presenti senza lasciarsi travolgere da ciò che accade intorno.
Forse è questo che rende l’Onice così particolare.
Non cerca di cambiare il rumore del mondo.
Aiuta semplicemente a non perdersi dentro di esso.
Il pensiero del Drago:
“Ci sono pietre che brillano per farsi vedere.
Altre insegnano il valore del silenzio.”