La mia storia

La mia storia

Mi chiamo Simonetta Campagni, ma qui, nel mondo del Drago, mi chiamo Sem.

Per molto tempo ho pensato che la tristezza fosse qualcosa da nascondere.

La morte prematura di mia madre ha lasciato dentro di me un vuoto difficile da spiegare, una presenza silenziosa che ha attraversato gli anni, le scelte e i legami.

A volte si sopravvive senza accorgersene davvero.

Si resta fermi in vite che non ci assomigliano più, convinti che sia l’unico modo possibile di esistere.

Poi arrivano le persone che ti obbligano a restare viva.

Per me sono state le mie figlie, la parte più luminosa della mia vita. Anche nei momenti in cui io stessa facevo fatica a riconoscermi, loro continuavano a ricordarmi che valeva la pena restare.

A un certo punto ho capito che non potevo continuare a vivere aspettando che qualcosa cambiasse al posto mio. Dovevo attraversare ciò che avevo dentro.

In quegli anni incontrai una storia che non mi ha più lasciata, parlava di una principessa e di un drago, ma il drago non era il nemico. Il drago era la paura, la tristezza, le ferite che continuavano a chiedere attenzione.

E allora ho capito che continuare a fuggire non mi avrebbe mai portata da nessuna parte.

Ho iniziato lentamente a fare pace con me stessa.

Durante questo cammino ho incontrato l’amore della mia vita. Una persona che mi ha insegnato qualcosa di semplice e difficilissimo: che potevo esistere senza chiedere scusa per ciò che ero.

È stato anche grazie a questo amore che ho iniziato a creare.

Prima per me stessa.

I primi Japamala nacquero come dono. Li realizzai per persone che avevano lasciato un segno importante nella mia vita, persone che avevo amato, incontrato o che mi avevano aiutata in un momento in cui ne avevo bisogno.

Erano il mio modo di dire grazie.

Sono nati così i miei Japamala, i Bracciali del Drago e tutte le creazioni che fanno parte del mio mondo.

Ogni pezzo è realizzato a mano, uno alla volta, utilizzando pietre naturali, nodi, tempo e presenza.

Non creo oggetti perfetti, creo storie da indossare.

“Il Drago di Sem” è nato da questo.

Dal tentativo di trasformare il dolore in rinascita.

Da tutte le volte in cui pensavo di essere spezzata e invece stavo soltanto cambiando forma.

Oggi il drago, per me, non rappresenta più qualcosa da temere.

È una presenza silenziosa, una parte della mia strada.

È la prova che anche ciò che ci ha feriti può diventare parte delle nostre ali.

Forse è per questo che dico sempre:

"Colui che porta il Drago nel cuore è destinato a volare sopra  le tempeste della vita."

 

Torna al blog