Appunti di viaggio  -   Dove resta l’amore

Appunti di viaggio - Dove resta l’amore

Ci sono ritorni che non chiudono nulla.

Aprono.

Apro la porta di casa e il silenzio mi accoglie piano, come qualcosa che conosce i miei passi. Non è vuoto. È uno spazio che mi lascia essere, anche quando faccio fatica a capirmi fino in fondo.

Lei è lì.

Mia figlia.

Ha negli occhi quella luce che conosco troppo bene. Non è tristezza piena, no. È qualcosa di più sottile. È il tentativo gentile di tenere tutto in ordine, anche quando dentro si muove il mare.

È una piccola me.

E questa verità non consola.
Mi attraversa.

Ci riconosciamo senza dircelo. Due anime che si sfiorano in punta di piedi per non farsi male, per non pesare, per continuare a proteggere anche quando avrebbero solo bisogno di essere accolte.

Poi arriva Trilly.

Un’energia leggera, viva, che non trattiene nulla. Corre verso di me come se il tempo non esistesse davvero. E in quel gesto semplice, pieno, qualcosa dentro si scioglie.

Il drago abbassa le difese.

Non perché tutto sia risolto.
Ma perché, per un attimo, non serve combattere.

Da quando è arrivata, questa casa ha cambiato ritmo. Le risate trovano più spazio. Le giornate si riempiono di piccoli gesti che sanno di presenza.

È il nostro raggio di sole.

E mentre resto lì, tra mia figlia e questo piccolo cuore che ama senza misura, sento emergere una verità più grande, senza forzarla.

Perché c’è un’altra casa.

E lì… c’è l’amore della mia vita.

Una presenza che riconosco nel profondo.
Una scelta che non ho mai vissuto come casuale.

E lì c’è anche una gattina rossa.
Si avvicina piano, cerca, si lascia trovare.
Dà amore, ma ne chiede anche.
E in quel suo modo semplice, diretto, mi ricorda che l’amore è anche questo: uno scambio vivo, che ha bisogno di esserci davvero.

Eppure, insieme a questo amore, ci sono anche momenti complessi.
Giorni in cui è più difficile incontrarsi davvero.
Spazi in cui le parole non arrivano come vorrebbero.

Non è mancanza.

È fatica.
È realtà.
È il tentativo, a volte imperfetto, di restare vicini anche quando non è semplice.

E io mi trovo lì, in mezzo a tutto questo.

Con il desiderio di non perdere ciò che è vero.
Ma anche con il bisogno di sentirmi intera, presente, viva.

Il drago lo sa.

Sa riconoscere l’amore.
E sa anche che l’amore, per crescere, ha bisogno di spazio, di ascolto, di respiro.

Guardo mia figlia.

E sento che quello che posso insegnarle non è scegliere tra restare o andare.
Ma imparare a non sparire dentro ciò che ama.

A restare, sì.
Ma senza perdersi.

E allora respiro.

Perché forse casa non è un luogo preciso.

Forse è quel punto dentro di noi in cui l’amore e la verità riescono, piano, a stare nella stessa stanza.

Mai contro cuore.
È l’unica strada che conosco davvero.

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